Società Nuoto-Pallanuoto-Sincro BISSONE

Codice Etico

Codice etico NCN da stampare

Carta etica nello sport secondo Swiss Olympic adattato alla filosofia del Network Ceresio
Nuoto

Assieme per un’attività sportiva salutare, leale e rispettosa.

1 Adottare lo stesso comportamento nei confronti di ogni persona e di ogni nostro socio.
La nazionalità, l’età, il sesso, le preferenze sessuali, l’appartenenza sociale, l’orientamento
politico e religioso non sono elementi pregiudizievoli e non comportanto esclusione alle nostre
attività.

2 Armonizzare l’attività sportiva e la vita sociale.
Rendere compatibili le esigenze dell’allenamento e della competizione con la formazione, il
lavoro e la famiglia onde evitare sovraccarico a tutti i partecipanti.

3 Promuovere la responsabilità individuale e collettiva.
Le sportive e gli sportivi sono coinvolti nelle decisioni che li riguardano e hanno il diritto di
richiedere il dialogo con dirigenti, allenatori e monitori quando lo ritengono opportuno.

4 Incoraggiare e motivare rispettosamente senza esagerare.
Le misure adottate per raggiungere gli obiettivi sportivi non ledono né l’integrità fisica né
l’integrità morale delle sportive e degli sportivi.

5 Educare alla lealtà e al rispetto dell’ambiente, soprattutto, nel nostro caso, al risparmio e alla
tutela dell’acqua.
Il rispetto contraddistingue la condotta da adottare nei confronti del prossimo e della natura.

6 Opporsi alla violenza, allo sfruttamento ed alle molestie sessuali.
Fare della prevenzione senza falsi tabù: essere vigilanti, sensibilizzare ed intervenire in maniera
adeguata.

7 Rifiutare il doping e gli stupefacenti.
Informare efficacemente, e nel caso di un’infrazione intervenire senza esitare.
Spiegazioni ai sette principi etici nello sport:
Primo principio etico nello sport
Adottare lo stesso comportamento nei confronti di ogni persona e di ogni nostro socio.
Adottare lo stesso comportamento nei confronti di ogni persona significa che la nazionalità,
l’età, il sesso, le preferenze sessuali, l’appartenenza sociale, l’orientamento politico e religioso
non sono elementi pregiudizievoli.
Cosa significa concretamente, “parità di trattamento” nello sport?
Gli sportivi sono persone di ogni età, provenienza e ceto sociale. Nessuno di questi fattori deve
diventare motivo di discriminazione, mobbing, derisione, esclusione, violenza o altri atteggiamenti
irresponsabili. Gli obiettivi sportivi sono formulati individualmente, prendendo in considerazione
la volontà e la capacità di ognuno ad impegnarsi e a fornire delle prestazioni. In misura ridotta,
questo vale pure nello sport di prestazione, dove gli obiettivi personali devono concordare con
quelli della Federazione. La competenza sociale dei responsabili e la loro capacità a tessere legami
fondati sul rispetto favorisce la collegialità e il senso di solidarietà.

Secondo principio etico nello sport
Armonizzare l’attività sportiva e la vita sociale.
Armonizzare l’attività sportiva e la vita sociale significa rendere compatibili le esigenze
dell’allenamento e della competizione con la formazione, il lavoro e la famiglia. L’importanza
dell’ambiente sociale è innegabile, ma cosa significa esattamente?
Per molti sportivi, che non seguono allenamenti intensivi a livello di sport di prestazione, il tempo
dedicato alla pratica di una disciplina sportiva (allenamenti e gare) s’aggiunge a quello investito in
numerose altre attività della vita quotidiana. I giovani frequentano ancora la scuola dell’obbligo,
svolgono un apprendistato o studiano, gli adulti sono impegnati a livello professionale o famigliare
e le persone anziane sono in pensione. È necessario che le numerose esigenze che tutti questi
ambiti e tappe della vita richiedono siano prese in considerazione anche a livello sportivo. Da una
parte, i responsabili sportivi devono cercare di ravvivare costantemente l’entusiasmo nei confronti
dell’attività fisica praticata, assistere al meglio gli atleti ed incoraggiarli. Dall’altra, devono
comunicare a sufficienza con gli sportivi, cercando di individuare per tempo le difficoltà che essi
potrebbero incontrare in altri ambiti. Di fronte a situazioni di questo tipo, la miglior cosa da fare è
affrontare l’argomento apertamente con la persona interessata aiutandola a risolvere gli eventuali
conflitti. La divisione Career Services di Swiss Olympic offre, agli atleti di punta interessati,
sostegno e consigli sul modo migliore di pianificare la propria carriera e di conciliare la vita
scolastica e professionale con quella sportiva.

Terzo principio etico nello sport
Responsabilità individuale e collettiva
Promuovere la responsabilità individuale e collettiva significa che le sportive e gli sportivi sono
coinvolti nelle decisioni che li riguardano. La responsabilità individuale appartiene allo sport
come pure quella collettiva.
Responsabili sportivi e atleti sono partner alla pari quando si tratta di organizzare e costruire gli
allenamenti e di partecipare alle competizioni. Nella misura del possibile, gli atleti vanno coinvolti
costantemente nelle decisioni che li riguardano. Lo stesso discorso vale pure per gli sportivi
minorenni, assistiti nella fattispecie dai genitori e dai monitori/allenatori. Nello sport giovanile di
competizione, è importante riuscire a conciliare accuratamente le esigenze sportive con i bisogni
particolari dei bambini e dei giovani. La partecipazione alle decisioni e la responsabilità individuale
valgono anche in ambito di assistenza medica. Per riuscire ad assumersi le proprie responsabilità,
uno sportivo deve essere informato a sufficienza e approvare le misure proposte.

Quarto principio etico nello sport
Incoraggiare e motivare rispettosamente senza esagerare.
Incoraggiare rispettosamente senza esagerare significa che le misure adottate per raggiungere
gli obiettivi sportivi non ledono né l’integrità fisica né l’integrità morale delle sportive e degli
sportivi. Incoraggiamento ed esigenze vanno di pari passo ma cosa succede quando si esagera?
Fondamentalmente non si possono esortare gli sportivi a raggiungere degli obiettivi e a fornire
delle prestazioni che li umiliano e ledono la loro integrità fisica o psichica. Per i responsabili
sportivi rispettare gli atleti vuol dire accettare le loro decisioni, anche se non le condividono o le
considerano sbagliate. Incoraggiare rispettosamente significa evitare pretese eccessive nei
confronti degli atleti e atteggiamenti che potrebbero spegnere l’entusiasmo nei confronti dello
sport e compromettere il piacere di partecipare agli allenamenti e alle gare.

Quinto principio etico nello sport
Educare alla lealtà e al rispetto dell’ambiente soprattutto, nel nostro caso, al risparmio e alla
tutela dell’acqua.
Tutti parlano di lealtà, ma che cos’è concretamente? E cosa pensa in proposito uno scrittore
calciatore?
I responsabili sportivi assumono un ruolo d’esempio importante per esortare gli atleti ad adottare
atteggiamenti sociali e corretti. Una persona che dà il buon esempio mette in pratica
concretamente le convinzioni che difende e assume il comportamento che si aspetta adottino gli
altri. In allenamento e in gara non bisogna evidenziare e ricompensare soltanto le prestazioni
sportive, bensì anche i comportamenti leali e le dimostrazioni di rispetto. Lo sport, in qualità di
esperienza di gruppo che permette di scoprire le proprie capacità e i propri limiti, non si fonda
unicamente sulla responsabilità individuale di chi lo pratica, ma anche su principi quali la
solidarietà e la coabitazione responsabile. Adottare un comportamento corretto nello sport significa,
oltre a dar prova di responsabilità nei confronti del prossimo, anche rispettare la natura. ecosport.ch
punta ad introdurre standard elevati in ambito di manifestazioni sportive e ambiente. Al sito
www.ecosport.ch gli organizzatori di eventi sportivi, i tifosi e le autorità che si occupano di
rilasciare le licenze trovano consigli e suggerimenti unificati e facili da mettere in pratica sul modo
di organizzare manifestazioni ecologiche e economiche e nel caso del nostro Network, che si
occupa per lo più di sport acquatici, è importantissimo che bambini e ragazzi, vengano sensibilizzati
da monitori e allenatori sull’importanza della tutela e rispetto dell’acqua in ogni sua forma in natura
e non, con divulgazione di decaloghi, illustrazioni e giochi che possano facilitare un’apprendimento
migliore e consolidato.

Sesto principio etico nello sport
Opporsi alla violenza, allo sfruttamento ed alle molestie sessuali.
Fare della prevenzione senza falsi tabù significa essere vigilanti, sensibilizzare ed intervenire
in maniera adeguata con formazioni interne con tutti i monitori e lo staff dirigenziale. Parlare
liberamente e dare l’opportunità a tutti di esprimere eventuali disagi. La violenza non è concepita
nella nostra filosofia acquatica. I ragazzi devono essere educati a “combattere” per l’affermazione
dei propri obiettivi che non devono essere a discapito di nessun altro/a.

Settimo principio etico
Rifiutare il doping e gli stupefacenti.
Informare efficacemente ogni allievo e soprattutto ogni atleta e nel caso di un’infrazione intervenire
senza esitare. Capire le motivazioni del gesto e rieducare l’atleta.